Il mio percorso professionale è stato piuttosto lineare, per la gran parte all’interno della stessa impresa. Ho svolto la libera professione come avvocato e sono poi entrata in CIRFOOD, prima come Responsabile affari generali e legali, poi come Direttore Risorse Umane, quindi con la carica di Vice Presidente e, dal 2013, di Presidente e AD CIRFOOD. La libera professione mi piaceva, ma quando la vita mi ha messo davanti questa fantastica opportunità ho deciso di coglierla e sono molto felice di averlo fatto. Ho la fortuna di svolgere un lavoro che amo profondamente, che mi riempie di soddisfazioni e nel quale so che voglio continuare a dare il massimo.

In CIRFOOD ho sempre trovato quello che cercavo, ho potuto esprimermi al meglio e ho avuta una continua possibilità di crescita. Ricoprire diversi ruoli all’interno della stessa impresa è sfidante, perché si acquisiscono competenze trasversali e si entra in contatto diretto con le diverse funzioni che collaborano al fine di raggiungere gli stessi obiettivi.

Diciamo che ho avuto anche un po’ di fortuna, perché mi sono trovata – come si dice – al posto giusto nel momento giusto: lo storico Presidente dell’azienda stava lasciando il proprio incarico ed io ero una sua persona di fiducia. Questo sicuramente mi ha consentito di proseguire e arricchire il mio percorso professionale, rafforzato dal sostegno e dal consenso delle persone che ogni giorno contribuiscono a rendere CIRFOOD un’impresa viva e partecipata, nella quale credo profondamente. Mi sono fin da subito sentita parte di una grande famiglia, trovando qui le mie soddisfazioni anche personali. La ristorazione di qualità è il nostro core business e la mia passione per il food ha trovato la massima espressione nella mission di CIRFOOD, incentrata sull’asse cibo-cultura-persone. L’eccellenza dei servizi che offriamo e l’importanza che diamo alla responsabilità sociale verso i nostri principali clienti costituiscono un mondo che mi appartiene e mi appassiona.

Credo sia importante porre l’accento sul concetto di «noi», inteso come coinvolgimento, condivisione e partecipazione, tipici dell’impresa cooperativa

Chi non fa parte di questa realtà non conosce le peculiarità e i valori che stanno dietro un’azienda cooperativa dove non ci sono un imprenditore, una famiglia e un proprietario, ma dei soci che esprimono il loro parere democraticamente.

Credo sia importante porre l’accento sul concetto del “noi”, inteso come coinvolgimento, condivisione e partecipazione. CIRFOOD è un’impresa di successo che consegue i propri obiettivi grazie al “noi”, a tutte le persone che partecipano alle decisioni e alle scelte aziendali.

CIRFOOD

CIRFOOD è un’impresa italiana leader nel campo della ristorazione organizzata. È presente sul territorio nazionale, con sedi gestionali e commerciali in 17 regioni e 72 province, e all’estero, in Belgio e in Olanda. Con oltre 100 milioni di pasti all’anno serviti grazie al lavoro di 13mila persone, CIRFOOD è il primo operatore nella ristorazione collettiva in Italia e tra le poche realtà con capacità di servizio sia nella ristorazione collettiva che in quella commerciale. “Rendere accessibile a tutta la comunità il piacere e la qualità della nutrizione, frutto di un lavoro che dia dignità alle persone”: questo è il nostro modo di vivere la ristorazione e di nutrire il futuro.

CIRFOOD è un’impresa cooperativa, cioè si avvale prevalentemente, nello svolgimento delle sue attività, delle prestazioni lavorative dei propri soci. Una formula societaria adottabile da persone che condividono obiettivi comuni e che si uniscono per affrontare insieme le sfide competitive ed innovative del mercato mettendo in primo piano i concetti di solidarietà, collaborazione sul lavoro e mutualità, che sono i principi ispiratori della cooperativa.

Gli anni trascorsi in CIRFOOD mi hanno insegnato quanto sia importante per eccellere nel business il concetto della responsabilità: tante sono le accezioni del termine “responsabilità”, che per me significa “investire qualcuno di una responsabilità”, ovvero credere nella persona e nelle sue potenzialità, e desiderare di farla crescere affidandole degli obiettivi.

In molti ambiscono ad avere successo, ma spesso non fanno i conti con la responsabilità che c’è dietro. Man mano che si scala la gerarchia di un’organizzazione il peso della responsabilità cresce e non ti abbandona, soprattutto in un’impresa come CIRFOOD dove, se le cose non vanno bene, a rischiare sono tutti e non solo il singolo imprenditore.

È sicuramente sempre stato fondamentale il coraggio. Mi sono sempre “buttata” accettando diverse sfide, con l’obiettivo di accrescere sempre più le mie conoscenze. Ogni tanto bisogna lanciarsi, cosa che in Italia non è facile fare perché la cultura dell’errore è poco riconosciuta e tutti sono frenati dalla paura. Sbagliando si ha infatti la possibilità di sviluppare le proprie capacità e di evolvere: senza errori non c’è esperienza e senza esperienza non c’è futuro.

Ci vuole infine una forza di volontà incredibile, continua e costante di voler imparare, mettersi in discussione, voler sfidare se stessi e fare anche dei sacrifici, non solo a livello professionale ma anche personali, inevitabili in termini di tempo e non solo.

Per una donna, in particolare, non è facile conciliare lavoro e famiglia, ma credo si debba misurare la qualità, non la quantità del tempo che dedichiamo agli affetti. Le soddisfazioni professionali, a mio avviso, contribuiscono al mantenimento di un equilibrio familiare.

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