In un’epoca di repentini cambiamenti e rivoluzioni quotidiane, anche in tanti aspetti del business, Timothy Cosulich ammette quanto costante sia la sua preoccupazione di come riuscire ad assicurarsi che il proprio business continui a essere rilevante.

Specialmente per una società di servizi come quella della Fratelli Cosulich, fra i leader a livello mondiale nel settore marittimo, che si occupa anche di mediazione, Timothy ritiene sia molto importante non dimenticarsi di considerare che esiste un processo di disintermediazione che sta avvenendo in tantissime realtà per cui la ricerca dell’efficienza e del valore aggiunto è fondamentale per chiunque faccia business.

Non è più possibile permettersi di sperare di continuare ad avere successo solo perché si è in un’industria importante o che esiste e lavora da tanti anni. Timothy porta l’esempio della propria azienda di famiglia: fondata 160 anni fa e affermatasi con successo per decenni, il top management del Gruppo è consapevole del fatto che se le cose funzionano oggi in una certa maniera, non vuol dire che potranno continuare allo stesso modo in futuro. È sicuramente rischioso ostinarsi a proseguire a fare sempre e comunque quello che in passato ha garantito successo. Pur rimanendo fedeli ai propri valori, è infatti necessario rinnovarsi e, talvolta, anche abbandonare aspetti del nostro lavoro per i quali non vediamo futuro, perché il vero obiettivo è quello di continuare a offrire ai clienti quello di cui hanno veramente bisogno.

Rinnovarsi per continuare a prosperare, ma continuando a fare quello che meglio ci riesce

Secondo Timothy, l’imprenditorialità, la ricerca di nuovi progetti, di nuovi aspetti e anche di nuove difficoltà all’interno della propria industria sono una necessità, dunque rinnovarsi per continuare a prosperare, ma continuando a fare quello che meglio ci riesce.

Il Gruppo Cosulich nell’arco dei decenni ha ad esempio deliberatamente diversificato i propri traffici e attività, scegliendo però di operare sempre nel mondo dello shipping. Una diversificazione dunque sempre nel segno delle origini dell’azienda. È infatti importante che le società continuino a fare quello che sono capaci di fare, e che sanno far bene, aggiungendo valore: forzarsi incautamente a far cose che magari nemmeno si conoscono non è la strada migliore da percorrere.

Il processo di digitalizzazione che sta coinvolgendo tanti settori non si arresterà e non sarebbe realistico, né lungimirante, pensare di ignorarlo o – ancora peggio – contrastarlo. La sfida per il settore marittimo sarà trovare l’equilibrio fra il valore del servizio personalizzato e “face to face” (che molti clienti apprezzano e chiedono) e l’efficienza che l’uso di nuove tecnologia porta.

L’apertura mentale verso il cambiamento (tecnologico o di altro tipo) parte necessariamente dall’alto e va da sé che chi si trova in prima persona a gestire un Gruppo deve essere in grado di dare quella spinta verso nuove idee e poi guidare i – complicati – processi di innovazione.

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