In un mondo come quello attuale, sempre più veloce e disruptive, apertura mentale e capacità di valutare scenari futuri diventano doti indispensabili. Reagire prontamente alle nuove esigenze che emergono dal mercato, sapersi adattare al cambiamento o addirittura riuscire a prenderlo per mano e guidarlo generando innovazione sono i punti di forza che contraddistinguono oggi, a mio avviso, le aziende vincenti. Essere sempre attenti al contesto e pronti ad accogliere i segnali che provengono dal mercato per adattarsi rapidamente consente di agire in maniera incrementale evitando così di doverlo fare come reazione e, pertanto, di dover risuscitare da un uragano che ti ha asfaltato, affrontando cioè un cambiamento in discontinuità. Perché ciò avvenga è però indispensabile un approccio umile, franco e leale, proprio di coloro che riconoscono che il successo non possa essere eterno e giudicano fallimentari l’immobilità e l’autoreferenzialità.

L’errore che bisogna assolutamente evitare di commettere è quello di dire “questa cosa non succederà”, perché in realtà tutto cambia e restare fermi è quanto di più pericoloso
si possa fare

Sono convito, inoltre, che sapere ascoltare e valutare con intelligenza ogni idea, anche la più folle, aiuti le aziende a reagire per tempo e anche a sfruttare a proprio vantaggio momenti di rottura e crisi, tenendo presente che la diversità è un vero e proprio vantaggio competitivo. Il leader, ovvero colui che ha la visione e la responsabilità, gode infatti del grande vantaggio di poter considerare le diverse opinioni delle proprie persone che, differenti fra loro, riescono a vedere lo stesso problema da punti di vista molteplici e, grazie a ciò, poter prendere la decisione migliore.

Riconosco quanto possa essere difficile essere innovatori, oltre che capi, ma se si è alla guida di un’organizzazione reattiva verso quanto accade all’esterno e capace di seguire la strada giusta, è prioritario consentire in ogni modo che sia intrapreso quel nuovo percorso: non è un problema se non si arriva per primi, l’importante è arrivare!

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