In un mondo in continua evoluzione, è certamente importante salvaguardare la propria identità e rimanere fedeli alla mission e ai valori dell’impresa, ma è necessario un cambiamento per stare al passo con i tempi ed ampliare il business.
Quali sono gli strumenti chiave per affrontare un mercato sempre più difficile? Per Chiara Nasi è fondamentale l’innovazione: è vitale investire in innovazione e ricerca perché il futuro appartiene alle aziende dinamiche, proattive ed in continuo miglioramento.
Ma dietro l’innovazione ci sono le persone, che sono la vera priorità. Sono le persone che fanno la differenza e sulle quali si deve investire in conoscenza, in competenza, in sviluppo personale e in cultura. La cultura può infatti trasformare prodotti e servizi ordinari in straordinari, e sono proprio le persone che possono portare questo cambiamento. Una persona più consapevole è in grado di comprendere maggiormente la visione e la strategia di un’azienda, quindi di contribuire significativamente alla crescita dell’impresa. Questo pensiero “illuminato”, come lo definisce Chiara, è alla base della filosofia aziendale che da anni sta portando avanti nella sua realtà.

È basilare, per realizzare effettivamente i
propri obiettivi, possedere una value proposition distintiva

Bisogna essere consapevoli che quello sulla cultura è un investimento a lungo termine, che non può avere un ritorno immediato. Purtroppo, come sottolinea Chiara, da questo punto di vista l’Italia è il fanalino di coda che, così come tutto il sistema imprese, investe poco lato formazione mentre dovrebbe essere una delle priorità.
Investire in conoscenza equivale a ridurre le distanze sociali. Equità sociale come sinonimo dunque di equità cognitiva: se tutti abbiamo le stesse conoscenze, partecipiamo tutti allo stesso modo, anche all’innovazione e allo sviluppo. Se è dunque prioritario investire in cultura, Chiara insiste su come però sia basilare, per realizzare effettivamente i propri obiettivi, possedere una value proposition distintiva. In un mondo come quello di oggi pieno di incertezze e sfide a volte complesse, dobbiamo sempre partire dalla consapevolezza di quello che siamo, metterci in discussione e ripartire dai nostri punti di forza. Quando guardiamo al futuro dobbiamo infatti prima capire chi siamo nel presente, avere dei valori cui potersi ispirare, quindi possedere una value proposition precisa e condivisa da comunicare alle proprie persone, nelle sedi opportune, per “ingaggiarle”.

CIR food – Cooperativa Italiana di Ristorazione
Con oltre 40 anni di storia CIR food Cooperativa Italiana di ristorazione è una delle maggiori imprese italiane attive nella ristorazione collettiva (ristorazione scolastica, sociosanitaria, aziendale, per militari e per comunità), nella ristorazione commerciale, nel banqueting e nei servizi per il welfare alle imprese, con un fatturato di gruppo di 560 milioni di euro. Oggi siamo presenti in Italia e all’Estero, producendo oltre 85 milioni di pasti l’anno grazie al lavoro di 13.000 persone, che sono la vera forza dell’impresa. “Rendere accessibile a tutta la società il piacere e la qualità della nutrizione, frutto di un lavoro che dia dignità alle persone”, questo è il nostro modo di vivere la ristorazione e di nutrire il futuro.

L’engagement di persone che condividano gli stessi valori è un passaggio fondamentale per raggiungere qualsiasi obiettivo aziendale: rendere accessibile a tutta la comunità il piacere e la qualità della nutrizione, frutto di un lavoro che dia dignità alle persone. In che modo? Partendo dal lavoro delle persone per ottenere standard più alti di qualità, innovazione e personalizzazione del servizio; promuovendo una corretta cultura dell’alimentazione che dia valore al cibo; fornendo un servizio attento alla salubrità e alla sostenibilità, che risponda ai bisogni del territorio e dei suoi abitanti.

Se riesci ad essere un’azienda che, come CIR food, non risolve solo il problema al cliente ma si occupa di una comunità, di un territorio anche dal punto di vista sociale rispetto agli investimenti fatti, all’occupazione che puoi dare alle persone che ci lavorano e ci vivono, allora puoi considerarti quello che Chiara Nasi definisce “azienda paese”. E se sei un’azienda paese puoi avere anche l’ambizione di dirigere economicamente, culturalmente e socialmente il tuo settore conquistando quell’unicità e autenticità che porta i tuoi clienti a sceglierti. Questo è un percorso fondamentale: se poi unisci la certezza del ‘chi sei’ a quello che ‘vuoi diventare’, quindi la tua visione, hai già fatto la strategia.

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